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Per una nuova resistenza

Sul 25 aprile è ormai già stato detto tutto. Eppure sembra proprio che non sia bastato, che l'esserci tante volte ripetuta l'importanza di quella data non abbia sedimentato nelle coscienze la reale importanza di quella liberazione che trovò sintesi nella Costituzione. La nostra Carta fondamentale forgiata col sangue e col fuoco nella lotta di liberazione l'abbiamo affidata nelle mani di gente senza scrupoli, stupratori seriali che l'hanno violentata. Ma di quegli stupratori siamo stati complici con i nostri tanti silenzi, le nostre indifferenze, il nostro qualunquismo, "tanto sono tutti uguali". Hanno violentato la NOSTRA Costituzione, hanno inserito la brutalità del pareggio di bilancio per far contente le banche su cui ormai si fonda il debito degli stati, tanto per citare l'ultimo e più recente sfregio che è anche un massacro dei più deboli. Ora vogliono restringere la democrazia, la partecipazione e la rappresentanza eliminando il Senato, "tanto è inutile". Come se le garanzie Costituzionali fossero un orpello, lacci e lacciuoli di cui liberarsi per procedere spediti verso la difesa degli interessi dei più forti. Un disegno che Licio Gelli ora sta per vedere realizzato. E noi, ancora una volta, silenti e complici perché ci hanno bombardato il cervello di quanto brutta sporca e cattiva sia la classe politica ed è bene ridurne la consistenza numerica, senza considerare che così si restringono i margini della democrazia. Riprendiamoci la NOSTRA Costituzione e che questo 25 aprile non sia solo una data commemorativa di un evento lontano, ma la data di una nuova Resistenza.

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