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Visualizzazione dei post da Marzo, 2015

Tutela degli ulivi tra interessi economici e Costituzione

Gli ulivi sono il paesaggio della ‪Puglia‬, la sua identità costitutiva. Eradicarli significa ferire a morte quell'identità. Non ho le competenze tecniche per dire quali siano le soluzioni all'attacco della mosca killer. A parlare, per me, sono le ragioni del cuore, di cui pure bisogna tener conto se non si vuole ridurre tutto ad economia. Ma se proprio ce ne vogliamo infischiare delle ragioni del cuore, a venirci in soccorso c'è la nostra Costituzione che tra i principi fondamentali al secondo comma del Suo art. 9 recita che la Repubblica "Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". Ora, gli ulivi sono paesaggio, almeno dalla Magna Grecia in poi. Poi arrivano i burocrati di Bruxelles e ci dicono che bisogna segare esseri presenti sul territorio da millenni.  Ho come il sospetto che dietro questa vicenda si stia giocando una guerra commerciale ai danni della produzione di olio italiano di qualità e in particolare ai danni della Puglia…

Ferrara, chiesa del monastero di S. Antonio in Polesine

Dialogo

Ti dissi: non ho risposta alla domanda se siano più importanti i talenti o la libertà. Mi rispondesti: i talenti nessuno può toglierteli, la libertà sì. Trovai pace in queste Tue parole e il rimorso di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato allentò la sua presa, per restituirmi la libertà.

Benvenuta primavera

La primavera

Vien primavera.
Si rinnova il gioco dei sessi,
gli amanti si trovano.
Già la mano dell'amato con la sua stretta lieve
dà brividi al seno della ragazza.
Lui inebria il suo fugace sguardo.

In una nuova luce
appare il paesaggio agli amanti, di primavera.
A grande altezza essi spiano
i primi stormi di uccelli.
L'aria è già tiepida.
I giorni si allungano, i prati
rimangono a lungo chiari.

A dismisura crescono alberi ed erbe
in primavera.
Ininterrotto è il fruttificare
del bosco, dei prati, dei campi.
E sventatamente la terra
genera il nuovo.

Bertolt Brecht

Padre

Padre
a capo chino
per accogliere sulla spalla
la testa dormiente
di tua figlia
per il sentiero vai.
Hai lasciato la tua città
assediata da chi un tempo
ti era amico
martoriata
dal fuoco
dell’odio etnico
umiliata dalla caccia
casa per casa.
A Sarajevo
un giorno tornerai
perché la tua patria
è con te
su quella spalla

Aprile 2003

Landini, la politica e il sindacato

Cosa vuol dire rimproverare a Landini di voler fare politica? Il sindacato DEVE fare politica. Voler confinare il sindacato nella riserva indiana della contrattazione di quote di salario, vuol dire limitarne il ruolo di rappresentanza delle istanze sociali. Questa è la vera posta in gioco, al di là delle intenzioni di Landini: depotenziare il ruolo del sindacato.

Ode all'ape

Ode all'ape

Moltitudine di api!
Entra ed esce
dal carminio, dall'azzurro,
dal giallo,
dalla più tenera
morbidezza del mondo:
entra in
una corolla
precipitosamente,
per affari,
esce
con un vestito d'oro
e gli stivali
gialli.
perfetta
dalla cintura,
con l'addome rigato
da sbarre scure,
la testolina
sempre
pensierosa
e le
ali
bagnate:
entra
in tutte le finestre odorose,
apre
le porte della seta,
penetra nei talami
dell'amore più fragrante,
inciampa
in
una
goccia
di rugiada
come in un diamante
e da tutte le case
che visita
estrae
il miele
misterioso,
ricco e pesante
miele, spesso aroma,
liquida luce che cade a goccioloni,
finché al suo
palazzo
collettivo
ritorna
e nelle gotiche merlature
deposita
il prodotto
del fiore e del volo,
il sole nuziale serafico e segreto!
Moltitudine d'api!
Elevazione sacra
dell'unità,
collegio
palpitante!
Ronzano
sonori
numeri
che lavorano
il nettare,
passano
veloci
gocce
d'ambrosia:
è la siesta
dell'estate nelle verdi
solit…

Fotografia mon amour

Amo la fotografia istantanea con tutti i suoi limiti o proprio per i suoi limiti. Con la fotografia cerco di dare un ordine al caos, cerco la perfezione lì dove c'è confusione.
Alle spalle della ragazza gambe che vanno tutte nella stessa direzione. Lei rompe il flusso, si ferma a contemplare il cielo ed è questo gesto che dà all'immagine una forza emotiva.

La meta e il percorso

A settembre, mentre salgo al rifugio penso che la montagna è veramente maestra di vita. Quando guardi la tua meta dal basso ti sembra lontana, irraggiungibile, fuori dalla tua portata. Poi cominci a salire. Un passo dietro l'altro. Ogni tanto ti fermi esausto, il cuore che sembra impazzito dallo sforzo e ti dici che non ce la farai a raggiungerla. Allora cerchi di concentrarti sul percorso, di allontanare dalla mente la meta. E' solo così che ti accorgi che lei pian piano si avvicina. Quando ci sei quasi ti fermi ancora a prendere fiato per l'ultimo strappo. Finalmente ci sei. Il solo fatto di esserci arrivato è la tua ricompensa per gli sforzi fatti e ti dici che ne è valsa la pena. Ecco, credo che salire in montagna sia una metafora della vita, per questo da essa si impara molto.

Similitudini

E' incredibile come un'immagine ne possa richiamare un'altra. Ho scattato questa foto oggi pomeriggio nel tinello di casa. E' l'ombra di una bottiglia di vetro piena d'acqua con affianco un porta posate che si proiettava sul coperchio bianco dei fornelli della cucina. Pubblicata su facebook qualcuno ci ha visto un  quadro di Morandi. Un'altra magia della fotografia.

La velocità congelata

Una linea luminosa orizzontale è la traccia lasciata da una moto di passaggio, il simbolo della velocità nelle nostre città, la quotidianità che ci passa accanto senza lasciare traccia. La magia della fotografia è congelare quell'atto quotidiano a cui ormai siamo assuefatti accettando come "normale" persino la velocità che attraversa le strade dei nostri centri abitati. Per correre dove, poi?