Passa ai contenuti principali

Incidenti sul lavoro: il ministero si attivi per aumentare i controlli

I dati sugli incidenti mortali sul lavoro pubblicati da estense.com che indicano una nera scalata della provincia di Ferrara nelle classifiche in tre anni, passando dal 92° posto al 20° sul totale degli occupati, sono indicativi di un dato generale: nei periodi di crisi, quando più forte è il ricatto occupazionale, saltano tutte le garanzie sui ritmi di lavoro, gli orari e le tutele sulla sicurezza. La disperazione di chi un lavoro non c’è ed è disposto a tutto pur di averlo, il timore di perderlo da parte di chi ce l’ha se soltanto si rivendica il rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori porta imprenditori senza scrupoli a spremere la manodopera al punto che i dati sugli incidenti mortali parlano da soli. Sarebbe interessante verificare di quanto sia aumentata in questi anni di crisi la produttività della forza lavoro occupata, proprio in conseguenza del ricatto occupazionale a fronte di una scarsa innovazione tecnologica di processo, ma come derivato soltanto di un aumento forzato e oltre ogni limite dei ritmi di lavoro.
Mai come in questo periodo la vigilanza sul rispetto delle norme di sicurezza deve farsi più stringente. Le istituzioni a ciò preposte devono intervenire con più assiduità assolvendo al proprio ruolo istituzionale e non aspettare che partano delle segnalazioni dall’interno dei posti di lavoro, ad esempio incrociando i dati sulla cassa integrazione e i licenziamenti con quelli sui volumi d’affari. È chiaro che a fronte di un ricorso alla cig e/o ai licenziamenti e ad una costanza nel volume d’affari siamo di fronte ad un uso della forza lavoro occupata che qualche dubbio deve farlo sorgere.
Auspico che il ministero del lavoro, per quanta poca fiducia nutra nel nuovo ministro, attivi i propri organi di vigilanza periferici per una più attenta verifica delle condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Giuseppe Fornaro

Candidato sindaco Valori di Sinistra

Commenti

Post popolari in questo blog

15 novembre 1943 la strage fascista a Ferrara

Il 15 novembre 1943 una rappresaglia fascista compì una strage, nota come strage del Castello Estense, a seguito dell'assassinio del federale Iginio Ghisellini attribuendo l'omicidio agli antifascisti. La storia ha poi accertato che si trattò di un regolamento di conti interno ai repubblichini. Dopo la liberazione quello che era Corso Roma divenne Corso Martiri della Libertà.




"La mostra sospesa" dal golpe di Pinochet ora a #Bologna

México. "La mostra sospesa". Si intitola così perché doveva essere inaugurata il 13 settembre 1973 a Santiago del Cile. Due giorni prima il generale Pinochet e la sua marmaglia attuarono il colpo di stato che portò alla morte Salvador Allende e la democrazia cilena. Da allora le opere oggi in mostra a Bologna a #PalazzoFava (fino al 18 febbraio prossimo), dopo essere state impacchettate in fretta e furia e rispedite in Messico da dove provenivano, non sono mai più uscite. Si tratta, dunque, di una prima assoluta in Europa. A palazzo Fava sono esposte opere di Orozco, Rivera e Siqueiros, tre dei più importanti muralisti messicani. Non vi parlerò della mostra né delle opere esposte perché non sono un critico d'arte, non è il mio mestiere. Di certo posso dire che ci sono opere di una potenza espressiva straordinaria per le emozioni che suscitano. Di una, in particolare, vorrei parlare: "Cristo distrugge la croce" (nella foto), del 1943, di Orozco. Un Cristo sceso…

Il genocidio

A trentacinque anni di distanza credo valga la pena rileggere questo intervento che Pasolini tenne alla festa de l'Unità di Milano nel 1974 e pubblicato all'epoca da Rinascita. È di un'attualità impressionante. Si parla di genocidio dei valori, di crisi economica, di incapacità a distinguere "sviluppo" da "progresso" (quanto di più attuale quando tutti, anche a sinistra, ormai parlano solo di sviluppo e trascurano il progresso, tranne che nel dirsi progressisti a parole), del ritorno sinistro di valori propri della destra nazista.

Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, Garzanti 1981, pag. 277.

Vorrete scusare qualche mia imprecisione o incertezza terminologica. La materia – si è premesso – non è letteraria, e disgrazia o fortuna vuole che io sia un letterato, e che perciò non possegga soprattutto linguisticamente i termini per trattarla. E ancora una premessa: ciò che dirò non è frutto di un'esperienza politica nel senso specifico, e per così dire prof…