Passa ai contenuti principali

NASCE A FIRENZE LA RETE DEL COHOUSING

INSIEME LE ASSOCIAZIONI DI BASE PER UNA COMUNITA' SOLIDALE E LA SOSTENIBILITA'

Apartitica, senza scopo di lucro vuole interfacciarsi con Enti locali, Regioni, progettisti, costruttori, giuristi, realtà locali.

Firenze- Oltre venti associazioni e operatori si sono ritrovati a Firenze (nei giorni scorsi, ndr) per dar vita alla prima rete di cohousing nata dal basso, individuando obiettivi di riferimento. Ottanta invitati hanno partecipato all'incontro presso la sede della Provincia. Esperienze diverse e da tutta Italia; hanno lavorato per un'intera giornata, la mattina, dibattito e approvazione del Manifesto e, il pomeriggio, organizzazione in gruppi per approfondimenti. E' nato un organismo libero, aperto, apartitico, senza scopo di lucro.

Il cohousing (vedi articolo su questo blog del 15 luglio 2009, ndr) coniuga due esigenze: socialità e privacy. "Il cohousing è una modalità residenziale costituita da unità abitative private e spazi e servizi comuni ed è caratterizzata da una progettazione e gestione partecipate, condivise, consapevoli, solidali e sostenibili, lungo tutto il percorso. Gli spazi e i servizi comuni, ove possibile, sono aperti al territorio."

Spazi comuni, dunque, e poi la propria casa, che ognuno divide con i propri affetti. Si crea così quella che potremmo definire una "comunità solidale", con persone che si sono "scelte", sperimentando un nuovo modo di vivere, dove non manca niente, si evitano sprechi, al contrario si crea risparmio e si contribuisce alla riduzione dell'inquinamento attraverso scelte eco-compatibili.

Se vogliamo vedere il "bicchiere mezzo pieno" della crisi che angoscia il mondo, si può affermare che ha fatto maturare una consapevolezza: è il modello di riferimento che va modificato perché le risorse non sono inesauribili, quindi occorre trovare altre strade, che assicurino uno sviluppo non autodistruttivo.

L'obiettivo della rete è coinvolgere, consigliare chi è interessato, ma anche spiegare che questo modello non è "contro": tutti possono trovare il loro spazio e, alcuni, anche un business. Infatti un'esperienza di cohousing che deve partire ha bisogno di tutto: non solo entusiasmo, ma progettisti, costruttori, impiantisti, produttori di nuove forme di energia, come i pannelli solari, giuristi, associazioni di categoria. Può collaborare con gruppi di acquisto solidale, associazioni ambientaliste e tutti coloro che si stanno misurando con una nuova coscienza del vivere. E, ruolo fondamentale, gli enti locali: tra i tanti edifici destinati a deperire, alcuni possono essere ceduti a gruppi con queste finalità, che sono poi sociali, che si insediano in un territorio con modelli di convivenza pacifica, con vantaggio per i Comuni stessi, che vedono aumentare la popolazione e, presidiato, curato, rispettato il territorio. Anche le Regioni sono chiamate a inserirsi in questo processo: la legislazione sulla casa potrebbe ospitare questa voce, prevedendo misure e incentivi.

In molti Paesi è realtà consolidata (Danimarca, Europa centro-nord, ma anche California). In Italia non sono molte le esperienze già attive, ma quelle che ci sono, una decina, dimostrano di avercela fatta, dopo essersi scontrate con le maglie della burocrazia e della diffidenza e, altre ce la stanno facendo.

Non si tratta di sogni, ma di un contributo per una società più serena, con un'attenzione particolare al rispetto dell'ambiente. Tra poco anche un sito Internet che aiuterà a muoversi nelle diverse problematiche, a considerare questa esperienza un percorso possibile, oltre a fornire consulenza.

Per informazioni

Massimo Giordano

Andrea Venturelli

Massimiliano

Emma Ratti

Ufficio Stampa

Commenti

  1. Ciao: ci sono siti dove poter trovare maggiori informazioni su questa rete appena nata a Firenze?
    Grazie

    RispondiElimina
  2. Stanno allestendo un sito che sarà pronto a breve, da quanto si dice nel loro documento. In ogni caso la mail di uno dei referenti della rete è lucevang@gmail.com

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Israele-Palestina: un solo Stato per due popoli

Nel 2023 ha ancora senso pensare in termini di stati su base etnico-religiosa? Ha senso incaponirsi su uno stato per gli ebrei e uno per i palestinesi? Non ci si rende conto che sono proprio gli stati e i confini che creano le guerre? Non avrebbe più senso che ebrei e palestinesi vivessero insieme in pace come fratelli sulla stessa terra dei padri in un unico stato? Sono un sognatore? Forse! Ma sono in compagnia di chi diceva I have a dream. E la sinistra  invece di fare manifestazioni pro stato palestinese dovrebbe avere un orizzonte più ampio perché a questo servono le utopie: ad avere uno sguardo lungo che permetta di costruire un cammino. Senza cadere nella trappola  degli  opposti estremismi che si sostengono a vicenda. Hamas ha bisogno di Netanyahu e Netanyahu ha bisogno di Hamas. In mezzo, come ostaggi, i due popoli. Occorre sottrarsi a questo schema, che non vuol dire essere neutrali, ma sottrarsi alle tifoserie degli opposti estremismi. Rivendicare uno stato per ...

Esiste una correlazione tra contagio da #covid19 e crescita economica

Premetto che non sono un virologo né un infettivologo, ho una laurea in sociologia e una specializzazioni in relazioni industriali e del lavoro. Dunque, non sono un esperto di virus né di contagi. Ma ho capito alcune cose sul coronavirus che sono un po' il sunto delle informazioni captate qua e là tra le cose dette dagli esperti. La prima cosa è questa. Ad uno sguardo profano sembrerebbe che questo virus abbia una propria intelligenza, ma è evidente che non è così. Non ha intelligenza. Lui, come tutti gli esseri viventi su questo pianeta, ma potrei dire nell'universo, risponde alle stesse leggi della vita. Lui, come tutti gli esseri viventi, comprese le piante, punta, e questo è il secondo punto, a riprodurre i suoi geni, a tramandarli nel tempo, a sopravvivere a se stesso come entità individuale. Per riprodursi non lo fa come avviene nel regno animale (compresi noi) o in quello vegetale attraverso l'impollinazione. Lui, e questo è il terzo punto, usa noi come veicolo per...

La convenienza della guerra in Ucraina

Non so nulla di geopolitica, ma come cittadino di questo mondo questa guerra nel cuore dell'Europa mi ha imposto alcune riflessioni.  E' inutile dire che il regime di Putin è un regime dittatoriale di stampo fascista, un regime brutale, trai i più brutali della storia recente dell'Europa. Per restare al nostro continente. Inutile dire che l'imperialismo russo è speculare all''imperialismo americano e animato dallo stesso spirito egemonico.  E' inutile anche dire che è sacrosanto il diritto dovere alla difesa degli ucraini e che questo va sostenuto con ogni mezzo perché la prepotenza di una dittatura non può diventare legge né qui e ora né mai. Detto questo resta la domanda: a chi conviene questa guerra nel cuore dell'Europa? Ovviamente, all'aggressore russo, per lo meno nell'immediato, i cui intendimenti imperialisti ed egemonici su quell'area sono evidenti; e poi ai fabbricanti di armi che come in ogni guerra si arricchiscono col sangue dell...