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Stepchild adoption, tra ideologia e fatti concreti

Lo confesso: ho delle perplessità sull'adozione del figlio del partner per le coppie omosessuali. Cerco di spiegarmi. Se una persona ad un certo punto della propria vita prende consapevolezza della sua inclinazione sessuale, penso abbia messo in conto e ben ponderato il fatto che non potrà avere una prole propria, non potrà riprodursi. Avrà fatto una scelta dolorosa, certo, ma consapevole che questa strada gli è preclusa. Per lo meno in modo naturale. A meno che, appunto, non si ricorra a degli artifici oppure all'adozione di bambini resi adottabili dalla legge. Per restare al primo punto sugli artifici, in modo particolare per le coppie formate da due uomini, che volessero un figlio biologicamente proprio, si tratta di ricorrere evidentemente ad un utero in affitto. E qui si aprono degli indubbi problemi etici. Il primo è che potranno accedere a questo "diritto" solo quelle coppie benestanti che possono pagare una donna che porti in grembo un bambino per nove ...
Il 13 dicembre 1988 scoppia il “caso Fiat” grazie alla pubblicazione delle notizie della violazione dei diritti sindacali e dei lavoratori all’Alfa di Arese da parte della Fiat divenuta proprietaria del famoso marchio automobilistico. A darne per primi la notizia furono “il manifesto” e “l’Unità”. Nel mondo ancora per poco diviso in blocchi, un’altra guerra fredda si consuma dietro i cancelli della più grande e importante fabbrica italiana. Meno di un anno dopo, il 9 novembre 1989, infatti, iniziò l’abbattimento fisico della cortina di ferro che divideva l’Europa. Ma la guerra fredda dentro i cancelli delle fabbriche non è mai terminata. “Rappresentanza sindacale, rappresentanza politica e tutela del bene comune. Cgil e Pci nella Fiat degli anni ‘80”, edito da Festina Lente Edizioni ricostruisce i fatti di ventisette anni fa per offrire una chiave di lettura ancora attuale dei conflitti nei luoghi di lavoro. La ricostruzione di quei fatti alla Fiat offre uno spaccato concreto di ...
Walter Molinaro è un operaio di quinto livello al reparto innovazione del Portello. Laureando in architettura, fa richiesta per l’avanzamento di carriera nel ruolo di designer. Dopo vari colloqui con i responsabili dell’azienda, il 18 novembre 1988 incontra il direttore del personale degli enti tecnici il quale esplicita meglio quanto già gli altri, nei precedenti colloqui, avevano sostenuto: la tessera sindacale è “un limite oggettivo”. Per di più Molinaro è anche segretario della sezione aziendale del Pci. Una lucida e documentata analisi dei rapporti tra la maggiore azienda privata italiana e le rappresentanze sindacali e delle organizzazioni sindacali e i partiti politici attraverso la ricostruzione delle vicende che animarono quello che dai giornali dell’epoca fu definito il “caso Fiat”. http://www.festinalentestore.it/index.php?option=com_virtuemart&view=productdetails&virtuemart_product_id=104&virtuemart_category_id=23&Itemid=9999

La nostra ambigua Sinistra avulsa dalla realtà

Articolo apparso su www.ferraraitalia.it il 23 gennaio 2016 Esiste la sinistra italiana? Possibile? Forse in un’altra/Europa. Qui in Italia non risulta pervenuta. La vediamo sui giornali, in televisione nei talk show, sulle riviste patinate, ma non lì dove dovrebbe essere. Davanti le fabbriche, sempre più numerose quelle che chiudono, davanti gli uffici, le scuole, tra i senza tetto, i senza lavoro, i giovani. E se c’è è solo per le foto di rito. Sentiamo il suo vociare, i suoi comunicati stampa, sentiamo le dichiarazioni sempre contro qualcosa, la sentiamo, molto, perché è una sinistra ciarliera, e cialtrona. Eppure in Grecia e Spagna la sinistra avanza, stravince, perché non qui? Perché la sinistra o sa coniugare gli ideali con la prassi quotidiana oppure non è. Syriza in Grecia ha trionfato perché in questo ultimo decennio di crisi economica cha ha gettato letteralmente nella fame ampie fasce della popolazione ellenica, quel partito ha saputo stare concretamente accanto alle per...

Libertà uguaglianza fraternità, hanno fallito?

Siccome è accertato che i terroristi che hanno colpito la Francia non sono venuti dall'esterno, chiediamoci perché dei giovani nati e cresciuti in Europa, che hanno frequentato le nostre scuole, hanno frequentato i nostri figli, hanno visto forse gli stessi film e ascoltato la stessa musica ad un certo punto decidono di rifiutare i valori del paese dove sono cresciuti? Quale disillusione così forte può spingerli a tanto orrore? Perché ad un certo punto trovano più accattivanti e più coerenti i proclami oltranzisti dell'integralismo islamico? Dove abbiamo fallito nel processo di integrazione culturale e sociale?Quanto il disagio sociale delle banlieau parigine si è saldato con l'integralismo? Allora vuol dire che non abbiamo saputo riempire di contenuti i valori di uguaglianza fraternità e libertà. Questo sangue innocente può essere concime per una riflessione non sugli altri, ma su noi stessi e sul mondo che noi vogliamo.

Caducità

Caducità Questa foto è il classico esempio di foto che va oltre le intenzioni del fotografo. Ho scattato perché mi piacevano i colori, quell'atmosfera di malinconia con il tramonto e quell'uomo solo sulla panchina. Non avevo attribuito un metasignificato a quell'immagine finché non l'ho vista sviluppata sullo schermo. Guardandola ho deciso di intitolarla "Caducità" perché ci sono almeno tre elementi che rappresentano questa dimensione dell'esistenza e che li accomuna: le foglie d'autunno per loro natura caduche che concludono il loro ciclo di vita; il tramonto che chiude il giorno; e la vita umana, rappresentata dall'uomo sulla panchina, anch'essa caduca. Giuro che quando ho scattato questa foto non avevo minimamente in testa tutte queste cose, per questo dico che spesso una foto va ben oltre le intenzioni del fotografo. Questa lettura sulla caducità mi è stata confermata da un commento alla foto postata su facebook. Un'amica ha comme...

"Semplice e inspiegabile"

Qualche giorno fa mi è capitato di ascoltare una canzone di Pacifico e Cristina Donà, "Semplice e inspiegabile", dall'album "Una voce non basta" dello stesso Pacifico. Una bellissima canzone con un titolo geniale, una sintesi perfetta, quasi filosofica. Due soli aggettivi per definire uno dei più grandi misteri della vita: l'amore. Semplice perché è nella condizione umana innamorarsi dell'altro/a da sé, è la cosa più semplice e allo stesso tempo complicata, l'altra faccia della stessa medaglia. Semplice e naturale. Un bisogno primario come mangiare bere respirare senza il quale la specie umana non potrebbe sopravvivere. Un sentimento di cui non potremmo fare a meno, l'unico per il quale vale la pena vivere. L'amore per una persona, una comunità, per i figli. Ma nello stesso tempo inspiegabile. Quanti di noi dalla persona amata si sono sentiti rivolgere la domanda: perché proprio io? Perché ci innamoriamo di quella persona e non di un altra?...