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Il Tfr e il paradigma del nostro rapporto col futuro

Taglio della foresta amazzonica
Tfr subito o differito, come vuole l'acronimo di "Trattamento di fine rapporto"? E' come chiedersi se si preferisce la gallina oggi o l'uovo domani. Molti di noi sono propensi a mangiarsi la gallina oggi perché domani chissà se la gallina sarà ancora in grado di fare le uova.
Fuori di metafora e dei proverbi  questo approccio alla proposta del Tfr in busta paga va oltre il caso specifico in sé pensato per cercare di dare ossigeno all'attivazione di un'economia bloccata ormai da anni. Questo approccio ha più a che fare con un modello culturale sempre più dominante, è il paradigma di un modello predatorio di risorse che se ne infischia del futuro del pianeta e delle generazioni. Ciò che conta è consumare qui e ora, prendere tutto il possibile ci è consentito in una falsa illusione di vivere in un sistema infinito di risorse o in una illusoria visione messianica di un futuro dalle magnifiche sorti e progressive. La consapevolezza di vivere in un sistema naturale finito, non ha nulla a che fare con una visione pessimistica del futuro, per cui chi sceglie uno stile di vita parsimonioso, sobrio, in equilibrio il più possibile con il mondo circostante è visto come un soggetto depresso e pessimista. E si sa quanto il pessimismo incida sui valori di borsa.
No! Qui si tratta, invece, di avere una visione positiva del futuro. Si tratta di garantire la continuità di un sistema e di un pianeta come atto di generosità nei confronti delle generazioni future e del pianeta per cui evito di tagliare il ramo su cui sono seduto perché altri dopo di me possa sedercisi. Al contrario la visione giovanilistica, che in Italia si incarna nel renzismo il quale ha fatto della rottamazione delle vecchie generazioni la sua bandiera, è una sorta di revanchismo, di rivalsa, dopo una crescita che sembrava senza limiti e che ha lasciato ai giovani le briciole. Ora tocca a noi. è l'imperativo. Giusto! E domani? Chi si occupa del domani? Non è proprio quello stesso modello culturale che si contesta alle generazioni precedenti che viene riproposto ora?
Ognuno, se dovesse passare il disegno di legge, faccia ciò che vuole del proprio Tfr. Non è questo il punto. Il punto, ripeto, è che questo tipo di proposte sono perfettamente in linea con un modello culturale che ha come suo unico orizzonte il presente senza alcuna prospettiva futura, senza alcun progetto di futuro, senza
alcuna visione, senza alcun modello di società a cui vogliamo tendere. Un modello predatorio del tutto e subito. Allora chi è più pessimista, colui che evita di mangiarsi la gallina oggi o colui che decide di farsela in brodo subito?

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