Passa ai contenuti principali

Internazionale a Ferrara 2011. Un weekend con i giornalisti di tutto il mondo.

Dal 30 settembre al 2 ottobre il grande giornalismo si dà appuntamento a Ferrara

È stata presentata oggi, giovedì 15 settembre, la quinta edizione del festival di giornalismo Internazionale a Ferrara 2011. Alla conferenza stampa, che si è tenuta presso
la sala Lorenzo Natali della Rappresentanza in Italia della Commissione europea alle ore 12, sono intervenuti Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale, Lucio Battistotti, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara, Sergio Cecchini, direttore della comunicazione di Medici senza frontiere, e Paolo Marcolini, presidente Arci Ferrara.

Anche quest'anno, a Ferrara, i grandi nomi del giornalismo e della cultura internazionali: «Il festival di Ferrara, all'origine, cinque anni fa, era pensato come un numero reale di Internazionale in termini di varietà di proposte e di firme. Quest'anno con 169 ospiti e 74 incontri in tre giorni direi che ce l'abbiamo fatta, abbiamo raggiunto l'obiettivo», dichiara il direttore Giovanni De Mauro. Testimone della crescita del festival la città di Ferrara: «La soddisfazione più grande è la collaborazione della città all'evento. Quasi non più Internazionale a Ferrara ma Internazionale con Ferrara», afferma Tiziano Tagliani, il sindaco di Ferrara.

Protagoniste della quinta edizione del festival le grandi rivoluzioni politiche e sociali con le voci della primavera araba: Ziad Majed, attivista politico della sinistra libanese e gli egiziani Issandr el Amrani, fondatore di The Arabist, e Hossam el Hamalawy, autore del blog Arabawy. E poi i nuovi femminismi, con la filosofa Michela Marzano, la scrittrice spagnola Beatriz Preciado e la giornalista britannica Natasha Walter.

I grandi nomi della cultura e del giornalismo si confrontano sui temi principali dell'attualità: l'atteso incontro tra l'intellettuale britannico John Berger e la scrittrice e attivista indiana Arundhati Roy; Al Qaeda dopo la morte di Bin Laden con il giornalista britannico Jason Burke; le imminenti elezioni in Argentina con Horacio Verbitsky; la Russia di Putin con la reporter di Novaja Gazeta Yulia Latynina; il reportage di guerra dell'inviata del New York Times Elizabeth Rubin; lavoro e precariato con il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.

E poi il dibattito sui social network con Evgeny Morozov, autore di The Net Delusion, e Bruno Giussani, direttore europeo di TED. Per la prima volta a Ferrara approdano le TED Conference. Continua anche l'impegno di Internazionale per un festival a impatto zero. Di politiche ambientali si parla con il direttore di Greenpeace International Kumi Naidoo.

Non mancheranno i grandi spettacoli serali. Il concerto in piazza di world music dei maliani Amadou e Mariam e l'atteso dj-set di Jovanotti. Direttamente da Venezia, il film rivelazione L'ultimo Terrestre di Gianni Gipi Pacinotti e il documentario Black bloc di Carlo A. Bachschmidt, la performance teatrale I giorni di Genova e la rassegna di documentari inediti di Mondovisioni.

Internazionale a Ferrara è promosso da Internazionale, Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Regione Emilia-Romagna, università di Ferrara, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Ferrara Terra e Acqua, Arci Ferrara e Associazione IF. Il festival è reso possibile dalla collaborazione di Medici senza frontiere, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea e di Presseurop.

Ufficio Stampa Internazionale

Commenti

Post popolari in questo blog

Voterò SI perché mi fido dei Costituenti del '45

I sostenitori del NO alla riforma costituzionale sostengono che il Senato non elettivo limiterebbe quanto previsto dal secondo comma dell'art. 1 della Costituzione che recita: "La sovranità appartiene al popolo". Ciò che non dicono è che quel comma prosegue con un inciso: "che la esercita (la sovranità, ndr) nelle forme e nei limiti della Costituzione". Un'omissione non secondaria perché, invece, dà la misura precisa della lungimiranza dei padri Costituenti che avevano previsto la possibilità di una modifica nelle forme di esercizio della sovranità popolare. Se avessero voluto blindare la Carta fondamentale avrebbero scritto: "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita con voto proporzionale nell'elezione dei componenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica". Inoltre, non è un caso che i Costituenti hanno inserito le modalità di espressione della sovranità popolare nella seconda parte della Costituzione, quella susce…

Parigi: e se l'Isis non centrasse nulla?

Parigi. Ancora Parigi. E ancora un attentatore immigrato di seconda generazione, cioè nato e cresciuto in Europa. Al punto che diventa sempre più forte il dubbio che il terrorismo abbia origini e cause interne: la crisi economica, l'emarginazione delle periferie, la disoccupazione, la frustrazione dei giovani che non riescono a trovare una loro collocazione sociale e la conseguente delusione per le promesse di riscatto sociale tradite. L'Isis rivendica questi attentati per pura propaganda e gli esecutori materiali si servono dei riferimenti dell'integralismo islamico per darsi una veste identitaria. Ma non necessariamente l'Isis è il mandante. A meno che non si voglia a tutti i costi trovare un capro espiatorio esterno per i mali di una società che sono tutti interni. Finché non si prende atto che all'origine del terrorismo su suolo europeo c'è il fallimento delle politiche di integrazione, non si metteranno in campo le adeguate contromisure di contrasto. Ammes…

Il genocidio

A trentacinque anni di distanza credo valga la pena rileggere questo intervento che Pasolini tenne alla festa de l'Unità di Milano nel 1974 e pubblicato all'epoca da Rinascita. È di un'attualità impressionante. Si parla di genocidio dei valori, di crisi economica, di incapacità a distinguere "sviluppo" da "progresso" (quanto di più attuale quando tutti, anche a sinistra, ormai parlano solo di sviluppo e trascurano il progresso, tranne che nel dirsi progressisti a parole), del ritorno sinistro di valori propri della destra nazista.

Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, Garzanti 1981, pag. 277.

Vorrete scusare qualche mia imprecisione o incertezza terminologica. La materia – si è premesso – non è letteraria, e disgrazia o fortuna vuole che io sia un letterato, e che perciò non possegga soprattutto linguisticamente i termini per trattarla. E ancora una premessa: ciò che dirò non è frutto di un'esperienza politica nel senso specifico, e per così dire prof…