Passa ai contenuti principali

La Xylella misteriosa

Un gigante secolare ferito a morte
Una strana malattia ha colpito gli ulivi del Salento. Gli esperti la chiamano "Xylella fastidiosa" e sarebbe la causa del disseccamento delle piante che da millenni hanno colonizzato la Puglia. Più che fastidiosa questa malattia, che sarebbe trasmessa da una mosca, la chiamerei misteriosa. E vi spiego perché.
Chiunque può trovare in internet il piano di sradicamento predisposto dal commissario straordinario Siletti per conto della Regione con tanto di cartina delle zone in cui operare il taglio. Si vedrà che l'abbattimento segue una linea retta dalla provincia di Brindisi a quella di Taranto, dall'Adriatico allo Jonio. Ed è qui che la Xylella diventa misteriosa. Ora io mi chiedo: in un'epoca in cui i confini non sono più rispettati, in cui gli umani si spostano e se ne fottono, giustamente, delle frontiere perché scappano dalle guerre e dalla fame, proprio una piccola mosca responsabile della morte degli ulivi è l'unico essere vivente a rispettare i confini? A seguire una precisa linea retta nella sua famelica azione divoratrice senza mai sconfinare? Possibile che anziché avere una diffusione a macchia di leopardo, come ci si aspetterebbe da un insetto, questo se ne va dritto dritto da una provincia all'altra manco fosse una condotta idrica o del gas? Certo, ci hanno raccontato che qualche focolaio è stato scoperto anche più a sud, nel leccese, ma poca roba, giusto per giustificare la presenza.
Spero che la verità prima o poi venga a galla, anche in un'aula di tribunale, ma non per giustizialismo, ma per senso della giustizia e chi ha avallato politicamente questo scempio faccia una fine politica ignominiosa. Nel frattempo smettiamo di credere alle barzellette e pensiamo che da che mondo è mondo gli insetti fanno quello che pare a loro e non seguono le linea tracciate su una cartina da interessi al momento poco chiari.

Commenti

Post popolari in questo blog

15 novembre 1943 la strage fascista a Ferrara

Il 15 novembre 1943 una rappresaglia fascista compì una strage, nota come strage del Castello Estense, a seguito dell'assassinio del federale Iginio Ghisellini attribuendo l'omicidio agli antifascisti. La storia ha poi accertato che si trattò di un regolamento di conti interno ai repubblichini. Dopo la liberazione quello che era Corso Roma divenne Corso Martiri della Libertà.




"La mostra sospesa" dal golpe di Pinochet ora a #Bologna

México. "La mostra sospesa". Si intitola così perché doveva essere inaugurata il 13 settembre 1973 a Santiago del Cile. Due giorni prima il generale Pinochet e la sua marmaglia attuarono il colpo di stato che portò alla morte Salvador Allende e la democrazia cilena. Da allora le opere oggi in mostra a Bologna a #PalazzoFava (fino al 18 febbraio prossimo), dopo essere state impacchettate in fretta e furia e rispedite in Messico da dove provenivano, non sono mai più uscite. Si tratta, dunque, di una prima assoluta in Europa. A palazzo Fava sono esposte opere di Orozco, Rivera e Siqueiros, tre dei più importanti muralisti messicani. Non vi parlerò della mostra né delle opere esposte perché non sono un critico d'arte, non è il mio mestiere. Di certo posso dire che ci sono opere di una potenza espressiva straordinaria per le emozioni che suscitano. Di una, in particolare, vorrei parlare: "Cristo distrugge la croce" (nella foto), del 1943, di Orozco. Un Cristo sceso…

Il genocidio

A trentacinque anni di distanza credo valga la pena rileggere questo intervento che Pasolini tenne alla festa de l'Unità di Milano nel 1974 e pubblicato all'epoca da Rinascita. È di un'attualità impressionante. Si parla di genocidio dei valori, di crisi economica, di incapacità a distinguere "sviluppo" da "progresso" (quanto di più attuale quando tutti, anche a sinistra, ormai parlano solo di sviluppo e trascurano il progresso, tranne che nel dirsi progressisti a parole), del ritorno sinistro di valori propri della destra nazista.

Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, Garzanti 1981, pag. 277.

Vorrete scusare qualche mia imprecisione o incertezza terminologica. La materia – si è premesso – non è letteraria, e disgrazia o fortuna vuole che io sia un letterato, e che perciò non possegga soprattutto linguisticamente i termini per trattarla. E ancora una premessa: ciò che dirò non è frutto di un'esperienza politica nel senso specifico, e per così dire prof…