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La morte e l'inciviltà

C'è un che di intollerabilmente totalitario nella pretesa dei fans, soprattutto napoletani, di Pino Daniele di entrare a tutti i costi nella camera ardente e di pretendere i funerali a Napoli. La morte è un fatto talmente privato al quale accostarsi in punta di piedi nel rispetto delle volontà lasciate dal defunto o di quelle della famiglia. Tanto più se qualcuno ha avuto la brillante idea di fare una foto alla salma di Pino Daniele e di pubblicarla in rete. Come dire: è veramente morto e io c'ero! Questa è la vera vergogna di questo paese ed è esattamente da qui che nasce il degrado sociale e civile. La classe politica non è altro che lo specchio fedele di questo popolo.

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"La mostra sospesa" dal golpe di Pinochet ora a #Bologna

México. "La mostra sospesa". Si intitola così perché doveva essere inaugurata il 13 settembre 1973 a Santiago del Cile. Due giorni prima il generale Pinochet e la sua marmaglia attuarono il colpo di stato che portò alla morte Salvador Allende e la democrazia cilena. Da allora le opere oggi in mostra a Bologna a #PalazzoFava (fino al 18 febbraio prossimo), dopo essere state impacchettate in fretta e furia e rispedite in Messico da dove provenivano, non sono mai più uscite. Si tratta, dunque, di una prima assoluta in Europa. A palazzo Fava sono esposte opere di Orozco, Rivera e Siqueiros, tre dei più importanti muralisti messicani. Non vi parlerò della mostra né delle opere esposte perché non sono un critico d'arte, non è il mio mestiere. Di certo posso dire che ci sono opere di una potenza espressiva straordinaria per le emozioni che suscitano. Di una, in particolare, vorrei parlare: "Cristo distrugge la croce" (nella foto), del 1943, di Orozco. Un Cristo sceso…

Il genocidio

A trentacinque anni di distanza credo valga la pena rileggere questo intervento che Pasolini tenne alla festa de l'Unità di Milano nel 1974 e pubblicato all'epoca da Rinascita. È di un'attualità impressionante. Si parla di genocidio dei valori, di crisi economica, di incapacità a distinguere "sviluppo" da "progresso" (quanto di più attuale quando tutti, anche a sinistra, ormai parlano solo di sviluppo e trascurano il progresso, tranne che nel dirsi progressisti a parole), del ritorno sinistro di valori propri della destra nazista.

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