
Sei piccole storie ("Gocciolina e Diamante", "Nerella la pecorella", "La Cicuta e il Gelsomino", "Buly, la farfalla vanitosa", "Ispido, il riccio ingordo e "Stellina"), come altrettante perle incastonate nelle pagine di questo libro elegante nel formato e nell'impaginazione, impreziosito dai disegni di Michele Maranò, dove persino la scelta della carta non è casuale e richiama quella ruvida degli album da disegno su cui Maranò ama esprimersi. Disegni ispirati dalle sei storie, ma che vivono di vita propria come altrettante opere a sé.
Quelle di Antonella Ligorio non sono solo favole per bambini, ma contengono un grande messaggio anche per gli adulti. Ligorio compie una precisa scelta di campo valoriale in questo mondo dove l'apparire e l'avere vincono sull'essere. E allora il filo conduttore di tutto il libro è proprio questo: un messaggio di speranza che sia ancora possibile che l'essere faccia premio sull'avere e sulle apparenze. Così in "Gocciolina e Diamante", un vero e proprio manifesto pro acqua pubblica ante litteram (perché scritta prima della raccolta di firme per il referendum) dove una goccia d'acqua, nella sua corsa dal cielo al mare, si scontra con un diamante. In questo incontro-scontro tra i due protagonisti emerge nitida l'ingordigia degli uomini disposti a guerre atroci per un'illusione di potenza data dai diamanti nel mentre si devasta la natura e con essa l'acqua stessa alla cui famiglia Gocciolina appartiene. Senza essere consapevoli che proprio dall'acqua viene la vita, il bene più prezioso di qualsiasi diamante esistente sulla terra. E infatti Gocciolina lancia un disperato appello a coloro che hanno tolto la libertà e la purezza all'acqua affinché rinsaviscano, "prima che per noi sia troppo tardi, perché allora sarà troppo tardi per tutto il creato!".
E' sempre difficile recensire un libro di favole perché nella necessaria sintesi di una recensione si rischia di banalizzare i contenuti profondi delle storie e di riscriverle edulcorandole e depotenziandone la profondità dei sentimenti che Antonella Ligorio, con maestria, ha saputo restituirci in questo libro. E tuttavia merita ancora qualche riflessione prima di lasciare i lettori immergersi nelle sei favole originali.
"Nerella la pecorella", che dà il titolo al libro, è una straordinaria metafora di quanto solo coloro che vivono nella propria carne la discriminazione derivante dalla propria diversità, siano ancora capaci di atti di generosità e solidarietà. Nerella è una pecora nera in un branco di pecore dal mantello candido e per questo è emarginata, nessuno vuole giocare con lei. Un giorno una sua compagna fu scaraventata in una scarpata da un furgone che l'aveva investita. Lei fu l'unica a lanciarsi per salvare la compagna e riportarla in cima. Da allora fu accolta come una eroe e il colore del suo mantello non fece più velo su ciò che lei era veramente dentro di sé.
Antonella Ligorio, disegni di Michele Maranò, "Nerella pecorella e altre storie", Poiesis editrice.
Giuseppe Fornaro
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