Lo confesso: ho delle perplessità sull'adozione del figlio del partner per le coppie omosessuali. Cerco di spiegarmi. Se una persona ad un certo punto della propria vita prende consapevolezza della sua inclinazione sessuale, penso abbia messo in conto e ben ponderato il fatto che non potrà avere una prole propria, non potrà riprodursi. Avrà fatto una scelta dolorosa, certo, ma consapevole che questa strada gli è preclusa. Per lo meno in modo naturale. A meno che, appunto, non si ricorra a degli artifici oppure all'adozione di bambini resi adottabili dalla legge. Per restare al primo punto sugli artifici, in modo particolare per le coppie formate da due uomini, che volessero un figlio biologicamente proprio, si tratta di ricorrere evidentemente ad un utero in affitto. E qui si aprono degli indubbi problemi etici. Il primo è che potranno accedere a questo "diritto" solo quelle coppie benestanti che possono pagare una donna che porti in grembo un bambino per nove ...