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Papa Francesco: il Vangelo incarnato

"Se una persona gay cerca Dio, chi sono io per giudicare?". Quel "Chi sono io?" pronunciato da un papa è come un ribaltamento di senso nel mondo moderno dove l'affermazione dell'io, spesso a sproposito, è imperante. Parole insolite, mai pronunciate da un pontefice con tanta nettezza, ma che risuonano direttamente dal Vangelo, dalla parola di Cristo. Un papa che si fa Vangelo incarnato. Sarà per questo che il loro eco nel mondo è stato così forte, ha scosso le coscienze.
"Chi sono io per giudicare?". Ad un anno dall'inizio del suo pontificato sono queste, forse, le parole più caratterizzanti di questo papa perché rimandano a quella misericordia che più volte papa Francesco ha invocato.
 "Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati", Matteo, 7,1. "Siate misericordiosi, com'è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato", Luca, 6,36.
Un papa che ridà speranza a tanti reietti dalla chiesa, proprio quegli ultimi su cui fu edificata la chiesa di Cristo e che sono stati lasciati indietro.

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