Dichiaro subito, a scanso di equivoci, il mio totale disprezzo per la famiglia Ligresti coinvolta negli affari più torbidi della recente storia italiana. Detto questo, chiedo a quanti si indignano per la scarcerazione di favore di Giulia Ligresti, in carcere per falso in bilancio aggravato da grave nocumento ai risparmiatori e di manipolazione di mercato: sarebbe stato meglio se fosse morta? Sarebbe cambiato qualcosa nella condizione dei detenuti delle carceri italiane? Una morte così eccellente avrebbe forse pareggiato i conti con le tante morti anonime in quanto sconosciute al grande pubblico? Avrebbe forse restituito la vita anche ad un solo altro detenuto morto in cella? Non credo proprio. Quella morte, forse, avrebbe saziato la voglia di vendetta sociale che anima molti detrattori del ministro Cancellieri. Ma va ricordato, anche se non ce ne dovrebbe essere bisogno, che la pena di morte nel nostro paese non esiste. Per fortuna! Il gesto di umanità della Cancellieri è, dunqu...