Mario Monti, esempio di un governo tecnocratico La vicenda del coronavirus segna la rivincita della scienza sulla politica. Per anni negletta e sottoposta a tagli nei finanziamenti per far quadrare i bilanci pubblici, ma anche privati (si pensi che le più recenti innovazioni tecnologiche non sono nate in Italia dopo che nel mondo siamo stati i primi a concepire un computer, si veda la storia di Adriano Olivetti) ora sembra assurgere al ruolo di oracolo dalle cui labbra pende la politica. Se la scienza dice che non si può ancora uscire di casa, che non si possono riaprire le attività chiuse, la politica prontamente si allinea con provvedimenti che traducono in norme vincolanti le indicazioni della scienza stessa. Cede, insomma, la propria sovranità decisoria per cui è delegata dai cittadini attraverso il suffragio universale, ad una categoria ristretta di persone che hanno un accesso esclusivo alle conoscenze. Sulla scienza si può e si deve operare una vigilanza democratica tenendo ...