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Un ordine del giorno contro la repressione negli USA

Non possiamo più restare in silenzio di fronte a quanto sta accadendo negli USA. Siamo in presenza di un vero e proprio sovvertimento dell'ordine democratico. Il paese che è stato per molti riferimento dei valori democratici, il paese che pretende di portare la democrazia fuori dai propri confini, uccide civili inermi al proprio interno colpevoli solo di manifestare pacificamente contro la brutalità della milizia creata da Trump col nome di ICE alla quale ha affidato ampi poteri nel contrasto all'immigrazione. L'America che abbiamo conosciuto oggi è irriconoscibile. Non è più la terra delle possibilità, dove ognuno poteva realizzare il sogno della propria vita.  Qui non si tratta di una guerra tra eserciti contrapposti. Qui siamo di fronte ad uno Stato che usa la forza brutale contro i propri stessi cittadini rei di contrastare le politiche del governo, non dissimile da quanto accade in un altro regime oscurantista e feroce quel è l'Iran. Abbiamo già conosciuto nella st...

Israele-Palestina: un solo Stato per due popoli

Nel 2023 ha ancora senso pensare in termini di stati su base etnico-religiosa? Ha senso incaponirsi su uno stato per gli ebrei e uno per i palestinesi? Non ci si rende conto che sono proprio gli stati e i confini che creano le guerre? Non avrebbe più senso che ebrei e palestinesi vivessero insieme in pace come fratelli sulla stessa terra dei padri in un unico stato? Sono un sognatore? Forse! Ma sono in compagnia di chi diceva I have a dream. E la sinistra  invece di fare manifestazioni pro stato palestinese dovrebbe avere un orizzonte più ampio perché a questo servono le utopie: ad avere uno sguardo lungo che permetta di costruire un cammino. Senza cadere nella trappola  degli  opposti estremismi che si sostengono a vicenda. Hamas ha bisogno di Netanyahu e Netanyahu ha bisogno di Hamas. In mezzo, come ostaggi, i due popoli. Occorre sottrarsi a questo schema, che non vuol dire essere neutrali, ma sottrarsi alle tifoserie degli opposti estremismi. Rivendicare uno stato per ...

La convenienza della guerra in Ucraina

Non so nulla di geopolitica, ma come cittadino di questo mondo questa guerra nel cuore dell'Europa mi ha imposto alcune riflessioni.  E' inutile dire che il regime di Putin è un regime dittatoriale di stampo fascista, un regime brutale, trai i più brutali della storia recente dell'Europa. Per restare al nostro continente. Inutile dire che l'imperialismo russo è speculare all''imperialismo americano e animato dallo stesso spirito egemonico.  E' inutile anche dire che è sacrosanto il diritto dovere alla difesa degli ucraini e che questo va sostenuto con ogni mezzo perché la prepotenza di una dittatura non può diventare legge né qui e ora né mai. Detto questo resta la domanda: a chi conviene questa guerra nel cuore dell'Europa? Ovviamente, all'aggressore russo, per lo meno nell'immediato, i cui intendimenti imperialisti ed egemonici su quell'area sono evidenti; e poi ai fabbricanti di armi che come in ogni guerra si arricchiscono col sangue dell...

Di quali interessi è garante il ministro Speranza?

A seguito della pandemia da Covid19 gli esperti ci avvertono che questo tipo di infezioni globali saranno sempre più frequenti visto il nostro rapporto predatorio nei confronti della natura che ci porta ad abbattere le barriere tra noi e gli spazi incontaminati e a venire in contatto con nuovi virus. Se così è non è pensabile continuare a devastare la natura, in primo luogo per la stessa sopravvivenza del pianeta e in secondo luogo non è immaginabile una sospensione della vita e delle attività umane così come l'abbiamo conosciuta tra il 2020 e il 2021 con continui lockdown seguiti alternativamente ad aperture e chiusure delle attività economiche e in generale della vita delle persone.  Per questo motivo fin dall'inizio degli anni Duemila l'Organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato gli stati di  mettere a punto piani pandemici e di aggiornarli costantemente seguendo linee guida concordate, in particolare a seguito dell'epidemia da aviaria del 2003.  L'...

Piano pandemico, programma vaccinale e flussi di denaro

Prende sempre più corpo, alla luce delle inchieste di Report, l'ipotesi che il piano vaccinale è stato pensato e calibrato, dando priorità a ultraottantenni e fragili, per non far saltare il sistema sanitario nazionale, più che per un'efficace lotta alla pandemia, per non rendere evidente una negligenza che sta emergendo: il piano pandemico è vecchio di quindici anni, risale al 2006, e non al 2016 come ha rivelato l'inchiesta di Report. Quindi il piano vaccinale non ha nulla a che vedere con la lotta efficace al virus perché altrimenti, insieme ad anziani e fragili, si sarebbero dovuti vaccinare parallelamente i soggetti con una mobilità territoriale più alta  e/o quelli che per rgioni di lavoro hanno contatti quotidiani con molte persone. Un ventenne, o la cassiera di un supermercato, in una giornata hanno contatti interpersonali generalmente di molto superiori ad un ultraottantenne. E siccome il virus usa gli esseri umani come veicolo per replicarsi bisogna vaccinare, ora...

Non basta un generale per vincere la guerra se la strategia è sbagliata

Anche con un generale al comando del comitato tecnico scientifico la campagna vaccinale non sembra decollare. Ma questo è imputabile in parte alla scarsità di materia prima. Ciò che invece è imputabile all'apparato tecnico è la mancanza di efficacia e la scelta delle categorie da vaccinare. E questo fin dall'inizio. Se è vero che a morire sono soprattutto le persone fragili e anziane, è vero però che il veicolo del virus sono soprattutto le categorie produttive. Tutti coloro che per lavoro sono costretti a spostarsi e a stare a contatto con altre persone. Tra queste categorie proprio quelle finora neglette e che nessuno ha considerato: le cassiere dei supermercati, le commesse, i corrieri e in generale gli autotrasportatori, i lavoratori concentrati in grandi unità produttive. Tutte persone che si spostano e che entrano in contatto con altre persone, molte delle quali non si sono mai fermate nemmeno durante il lockdown dell'anno scorso.  Non aver capito che la campagna vacc...

Col virus bisogna imparare a convivere. La politica riprenda il ruolo di indirizzo

La storia della nostra specie è fatta di una costante lotta per la sopravvivenza tra noi  e i virus. Una lotta che finora ci ha portati ad essere sette miliardi e mezzo sulla faccia della terra, quindi decisamente dominanti, spesso a discapito di altre specie viventi e che testimonia come, finora, la lotta contro i virus siamo riusciti a vincerla, al prezzo innegabile di vite umane. Se i nostri antenati dell'età della pietra si fossero chiusi nelle caverne in una sorta di lockdown primordiale oggi non saremmo qui perché a differenza di noi uomini del ventunesimo secolo, loro erano costretti ad uscire per procurarsi il cibo. Per altro i loro rifugi, poco più che tane, non erano certo più sicuri dell'ambiente esterno. Eppure, bisognava strappare la vita con i denti, procurarsi il necessario per vivere. Noi oggi abbiamo case sicure, confortevoli, cibo pronto che ci può essere persino recapitato accollando il rischio di contagio a qualcun altro. In questa sorta di egoismo da pancia...

Felicità

Felicità che mi afferri all’improvviso lasciandomi un senso di stupore inatteso mi abbandoni nello stesso istante  in cui ho coscienza di te. Tu sei questo? Sei quest’attimo fugace? Quel senso di pienezza che lascia subito il posto ad una mancanza? Al tuo passare oltre in un istante di vita.

"Non ci sono vie per la pace, la pace è la via"

Per la prima volta questo blog ospita una riflessione di un autore che non sia del curatore di questo diario personale.  di Daniele Borgatti L'articolo del manifesto (La civiltà del ginocchio sul collo, martedì 2 giugno, ndr ) pur esprimendo un punto di vista in gran parte condivisibile, mi sembra che lasci un po' troppo spazio alla comprensione della violenza, come se non fosse ormai chiaro che sia proprio ciò che autorizza i regimi conclamati o meno, a zittire queste sacrosante proteste. I saccheggiatori e i distruttori che attaccano i simboli del capitalismo, che di fatto danneggiano ciò che interessa di più ai ricchi potenti (altro che i diritti umani), appagano spesso un desiderio di rivalsa ma, dopo Gandhi e Martin Luther King, ha ancora senso  seguire una scorciatoia che non porta da nessuna parte e che anzi danneggia la protesta pacifica della maggioranza di chi scende in piazza? Anziché seguire la strada maestra della non violenza, lotta che richiede più forza spiritu...

I tagli alla sanità hanno lasciato la popolazione priva di protezione

Ci si chiede come mai gli ospedali non hanno retto all’urto dell’epidemia Covid-19. Una risposta la dà la Corte dei conti, organo di rilevanza Costituzionale, dunque fonte quanto mai attendibile: i tagli alla sanità che si sono susseguiti negli anni hanno determinato “una sostanziale debolezza della rete territoriale”, secondo quanto riportato da “Il fatto quotidiano” di domenica 31 maggio. Rete territoriale che non è costituita solo dagli ospedali, molti dei quali, soprattutto quelli più piccoli, sono stati chiusi, ma anche dalla medicina di base e persino dalle guardie mediche che hanno seguito tutti lo stesso destino di tagli, da 45.437 a 43.731 per i medici di famiglia e da 12.027 a 11.688 per le guardie mediche. E mentre le famiglie per curarsi tra il 2012 e il 2018 spendevano un +14.1% la sanità pubblica investiva solo il 4.5. Nello stesso periodo i posti letto sono scesi da 230.396 a 210.907, circa di 20mila in meno. Nel frattempo il personale sanitario a sua volta subiva un tag...

Il coronavirus ha spazzato via il movimento di Greta Thunberg. E c'è chi si sfrega le mani

C'è un aspetto in questo periodo di lockdown su cui è calato il silenzio, credo in modo interessato, ed è il movimento internazionale dei giovani contro il cambiamento climatico. La novità in assoluto più importante e positiva dello scorso anno e dei primi mesi di quest'anno che ha portato in piazza come protagonisti attivi della vita politica milioni di giovani in tutto il mondo. Giovani che chiedevano rispetto per l'ambiente, per se stessi e per il loro futuro minacciato da un'economia predatoria il cui orizzonte si limita all'oggi, alla massimizzazione dei profitti nel più breve tempo possibile. Ed è proprio ciò che i giovani hanno deciso di mettere in discussione. Ecco perché nessuno ha voluto ricordare che uno degli effetti del coronavirus è stato anche quello di spazzare via , si spera solo momentaneamente,  questo movimento internazionale che mette in discussione i fondamenti di un sistema economico che è all'origine anche di quanto sta accadendo con la p...

Tamponi ai calciatori e lavoratori carne da macello

Da oggi i calciatori riprendono gli allenamenti seppur in forma individuale e subito vengono sottoposti al tampone per verificarne l'eventuale positività al covid-19. Sacrosanto! Peccato che la stessa cosa non si faccia per quelle migliaia di lavoratori che da oggi hanno ripreso a lavorare e per tutti quelli che non hanno mai smesso nei settori considerati essenziali. Da una parte pochi privilegiati, dall'altra una moltitudine che vive in appartamenti normali, che è costretta ad usare i mezzi pubblici e a spostarsi per le città per soddisfare i propri bisogni primari di vivere. Non si è ancora capito se questa sciatteria nell'effettuare i tamponi sia dovuta al fatto che mancano i reagenti, che i laboratori non ce la farebbero a reggere l'urto di migliaia di diagnosi da fare, o se è un problema di costi che vanno contenuti evitando di fare gli accertamenti. Quando si rivolge questa domanda agli esperti le risposte sono sempre sfuggenti. Fateci caso. In una regione co...

Dalla pandemia usciremo esattamente come ci siamo entrati

Dunque il 4 maggio ci sarà una prima ripresa di alcune attività. Era ora! Non si poteva continuare con un blocco totale delle attività, altrimenti se non ci ammazza il virus rischiano di ammazzarci le tensioni sociali causate dalla perdita di occupazione per milioni di lavoratori. Sembra però che questo virus, purtroppo, non ci abbia insegnato niente. All'inizio della quarantena  eravamo tutti fiduciosi che ne saremmo usciti migliori. Invece... Invece, si ripropongono le stesse logiche di sempre che mettono al primo posto il profitto e solo dopo la salute dei lavoratori, anzi ritorna il classico ricatto lavoro contro salute. Nonostante i sindacati siano stati baciati dal miracolo di tornare a contare qualcosa nella contrattazione col governo dopo un lungo periodo di oblio. Eppure, neanche a loro quell'oblio è servito per aprire gli occhi. Una condizione sola dovevano porre, oltre a quelle scontate delle norme igieniche sulle quali hanno sfondato una porta aperta, ed era quel...

Il #coronavirus e il rischio di una deriva tecnocratica

Mario Monti, esempio di un governo tecnocratico La vicenda del coronavirus segna la rivincita della scienza sulla politica. Per anni negletta e sottoposta a tagli nei finanziamenti per far quadrare i bilanci pubblici, ma anche privati (si pensi che le più recenti innovazioni tecnologiche non sono nate in Italia dopo che nel mondo siamo stati i primi a concepire un computer, si veda la storia di Adriano Olivetti) ora sembra assurgere al ruolo di oracolo dalle cui labbra pende la politica. Se la scienza dice che non si può ancora uscire di casa, che non si possono riaprire le attività chiuse, la politica prontamente si allinea con provvedimenti che traducono in norme vincolanti le indicazioni della scienza stessa. Cede, insomma, la propria sovranità decisoria per cui è delegata dai cittadini attraverso il suffragio universale, ad una categoria ristretta di persone che hanno un accesso esclusivo alle conoscenze. Sulla scienza si può e si deve operare una vigilanza democratica tenendo ...

E se il coronavirus fosse la nuova mal-aria?

E se il coronavirus fosse una nuova forma di mal-aria? Pensiamoci. Ha colpito prima la Cina, una delle zone geografiche più inquinate da CO2 e polveri fini, dove la nebbia é fatta prevalentemente da una coltre di polveri. Poi, in Europa, ha colpito le aree della pianura padana che sono le più inquinate d'Europa per la morfologia del territorio. E qui le nebbie ci sono eccome per di più in combinazione con gli alti livelli di PM10 e PM 0.5. Ora si sta spostando negli USA, altra area a forte industrializzazione e consumo di carburanti fossili. E cosa va a colpire questo virus? Proprio l'apparato respiratorio. E poi ci sono altre coincidenze. La malaria vera e propria comparve guarda caso in Cina intorno al 2700 a.C. per poi spostarsi, guarda un po', proprio in Italia dove però fu ostacolata dai Romani e dalle loro opere di bonifica dei terreni per poi ricomparire intorno al V sec. d.C. con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, fino al Medioevo quando ripreso le...

Esiste una correlazione tra contagio da #covid19 e crescita economica

Premetto che non sono un virologo né un infettivologo, ho una laurea in sociologia e una specializzazioni in relazioni industriali e del lavoro. Dunque, non sono un esperto di virus né di contagi. Ma ho capito alcune cose sul coronavirus che sono un po' il sunto delle informazioni captate qua e là tra le cose dette dagli esperti. La prima cosa è questa. Ad uno sguardo profano sembrerebbe che questo virus abbia una propria intelligenza, ma è evidente che non è così. Non ha intelligenza. Lui, come tutti gli esseri viventi su questo pianeta, ma potrei dire nell'universo, risponde alle stesse leggi della vita. Lui, come tutti gli esseri viventi, comprese le piante, punta, e questo è il secondo punto, a riprodurre i suoi geni, a tramandarli nel tempo, a sopravvivere a se stesso come entità individuale. Per riprodursi non lo fa come avviene nel regno animale (compresi noi) o in quello vegetale attraverso l'impollinazione. Lui, e questo è il terzo punto, usa noi come veicolo per...

Il coronavirus e i media minaccia della democrazia

Mi sono chiesto come mai, me compreso, che mi considero una persona mediamente informata e mediamente attenta, le persone hanno sottovalutato il rischio del coronavirus e molti ancora oggi affollano strade e parchi? Arrivando addirittura a rivendicare la libertà di passeggiata. La risposta che mi sono dato è banale, se volete, ma ha un fondamento che cercherò di spiegare: a forza di gridare al lupo al lupo, alla fine nessuno più ci crede. I mezzi di informazione, tutti (televisione, radio, giornali, ecc.) sempre più danno spazio a notizie gridate, sempre più prediligono il sensazionalismo, il risalto dato ai personaggi politici e non che più la sparano grossa, per una ragione molto semplice: questo modo di fare "informazione" fa vendere, si vendono spazi pubblicitari durante le trasmissioni radio/tv e pagine sui giornali. Il sensazionalismo paga perché va a soddisfare la parte più morbosa di noi utenti, perché entra in simbiosi con le nostre paure, angosce, frustrazioni, r...