Passa ai contenuti principali

Post

Non basta un generale per vincere una guerra se la strategia è sbagliata

Anche con un generale al comando del comitato tecnico scientifico la campagna vaccinale non sembra decollare. Ma questo è imputabile in parte alla scarsità di materia prima. Ciò che invece è imputabile all'apparato tecnico è la mancanza di efficacia e la scelta delle categorie da vaccinare. E questo fin dall'inizio. Se è vero che a morire sono soprattutto le persone fragili e anziane, è vero però che il veicolo del virus sono soprattutto le categorie produttive. Tutti coloro che per lavoro sono costretti a spostarsi e a stare a contatto con altre persone. Tra queste categorie proprio quelle finora neglette e che nessuno ha considerato: le cassiere dei supermercati, le commesse, i corrieri e in generale gli autotrasportatori, i lavoratori concentrati in grandi unità produttive. Tutte persone che si spostano e che entrano in contatto con altre persone.  Non aver capito che la campagna vaccinale doveva procedere parallelamente immunizzando anziani e  fragili insieme alle categorie
Post recenti

Col virus bisogna imparare a convivere. La politica riprenda il ruolo di indirizzo

La storia della nostra specie è fatta di una costante lotta per la sopravvivenza tra noi  e i virus. Una lotta che finora ci ha portati ad essere sette miliardi e mezzo sulla faccia della terra, quindi decisamente dominanti, spesso a discapito di altre specie viventi e che testimonia come, finora, la lotta contro i virus siamo riusciti a vincerla, al prezzo innegabile di vite umane. Se i nostri antenati dell'età della pietra si fossero chiusi nelle caverne in una sorta di lockdown primordiale oggi non saremmo qui perché a differenza di noi uomini del ventunesimo secolo, loro erano costretti ad uscire per procurarsi il cibo. Per altro i loro rifugi, poco più che tane, non erano certo più sicuri dell'ambiente esterno. Eppure, bisognava strappare la vita con i denti, procurarsi il necessario per vivere. Noi oggi abbiamo case sicure, confortevoli, cibo pronto che ci può essere persino recapitato accollando il rischio di contagio a qualcun altro. In questa sorta di egoismo da pancia

Felicità

Felicità che mi afferri all’improvviso lasciandomi un senso di stupore inatteso mi abbandoni nello stesso istante  in cui ho coscienza di te. Tu sei questo? Sei quest’attimo fugace? Quel senso di pienezza che lascia subito il posto ad una mancanza? Al tuo passare oltre in un istante di vita.

"Non ci sono vie per la pace, la pace è la via"

Per la prima volta questo blog ospita una riflessione di un autore che non sia del curatore di questo diario personale.  di Daniele Borgatti L'articolo del manifesto (La civiltà del ginocchio sul collo, martedì 2 giugno, ndr ) pur esprimendo un punto di vista in gran parte condivisibile, mi sembra che lasci un po' troppo spazio alla comprensione della violenza, come se non fosse ormai chiaro che sia proprio ciò che autorizza i regimi conclamati o meno, a zittire queste sacrosante proteste. I saccheggiatori e i distruttori che attaccano i simboli del capitalismo, che di fatto danneggiano ciò che interessa di più ai ricchi potenti (altro che i diritti umani), appagano spesso un desiderio di rivalsa ma, dopo Gandhi e Martin Luther King, ha ancora senso  seguire una scorciatoia che non porta da nessuna parte e che anzi danneggia la protesta pacifica della maggioranza di chi scende in piazza? Anziché seguire la strada maestra della non violenza, lotta che richiede più forza spiritua

I tagli alla sanità hanno lasciato la popolazione priva di protezione

Ci si chiede come mai gli ospedali non hanno retto all’urto dell’epidemia Covid-19. Una risposta la dà la Corte dei conti, organo di rilevanza Costituzionale, dunque fonte quanto mai attendibile: i tagli alla sanità che si sono susseguiti negli anni hanno determinato “una sostanziale debolezza della rete territoriale”, secondo quanto riportato da “Il fatto quotidiano” di domenica 31 maggio. Rete territoriale che non è costituita solo dagli ospedali, molti dei quali, soprattutto quelli più piccoli, sono stati chiusi, ma anche dalla medicina di base e persino dalle guardie mediche che hanno seguito tutti lo stesso destino di tagli, da 45.437 a 43.731 per i medici di famiglia e da 12.027 a 11.688 per le guardie mediche. E mentre le famiglie per curarsi tra il 2012 e il 2018 spendevano un +14.1% la sanità pubblica investiva solo il 4.5. Nello stesso periodo i posti letto sono scesi da 230.396 a 210.907, circa di 20mila in meno. Nel frattempo il personale sanitario a sua volta subiva un tag

Il coronavirus ha spazzato via il movimento di Greta Thunberg. E c'è chi si sfrega le mani

C'è un aspetto in questo periodo di lockdown su cui è calato il silenzio, credo in modo interessato, ed è il movimento internazionale dei giovani contro il cambiamento climatico. La novità in assoluto più importante e positiva dello scorso anno e dei primi mesi di quest'anno che ha portato in piazza come protagonisti attivi della vita politica milioni di giovani in tutto il mondo. Giovani che chiedevano rispetto per l'ambiente, per se stessi e per il loro futuro minacciato da un'economia predatoria il cui orizzonte si limita all'oggi, alla massimizzazione dei profitti nel più breve tempo possibile. Ed è proprio ciò che i giovani hanno deciso di mettere in discussione. Ecco perché nessuno ha voluto ricordare che uno degli effetti del coronavirus è stato anche quello di spazzare via , si spera solo momentaneamente,  questo movimento internazionale che mette in discussione i fondamenti di un sistema economico che è all'origine anche di quanto sta accadendo con la p

Tamponi ai calciatori e lavoratori carne da macello

Da oggi i calciatori riprendono gli allenamenti seppur in forma individuale e subito vengono sottoposti al tampone per verificarne l'eventuale positività al covid-19. Sacrosanto! Peccato che la stessa cosa non si faccia per quelle migliaia di lavoratori che da oggi hanno ripreso a lavorare e per tutti quelli che non hanno mai smesso nei settori considerati essenziali. Da una parte pochi privilegiati, dall'altra una moltitudine che vive in appartamenti normali, che è costretta ad usare i mezzi pubblici e a spostarsi per le città per soddisfare i propri bisogni primari di vivere. Non si è ancora capito se questa sciatteria nell'effettuare i tamponi sia dovuta al fatto che mancano i reagenti, che i laboratori non ce la farebbero a reggere l'urto di migliaia di diagnosi da fare, o se è un problema di costi che vanno contenuti evitando di fare gli accertamenti. Quando si rivolge questa domanda agli esperti le risposte sono sempre sfuggenti. Fateci caso. In una regione co